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Volume 1Usare l'IA da terminale
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  2. OpenAI Codex: cos'è e come usarlo dal terminale

Gianclaudio Spena ·

OpenAI Codex: cos'è e come usarlo dal terminale

OpenAI Codex è un agente di intelligenza artificiale che può leggere e scrivere i file di un progetto, eseguire comandi e controllare il risultato. Dal terminale gli descrivi un obiettivo in italiano; Codex cerca il contesto utile, decide quali strumenti usare e lavora nella cartella che gli hai indicato.

Non è soltanto ChatGPT spostato dentro una finestra nera. Una chat può spiegarti come modificare un file. Codex può aprire quel file, cambiarlo, avviare il programma che lo usa, leggere gli errori e correggere il lavoro.

Questa capacità è utile, ma cambia anche il tipo di attenzione richiesta. Una risposta sbagliata in chat resta una risposta. Un agente che lavora sui file può produrre conseguenze reali. Per questo la prima prova di questa guida parte in sola lettura.

Codex: definizione in parole semplici

Codex è il sistema con cui OpenAI porta un modello linguistico dentro un ambiente di lavoro. Il modello interpreta la richiesta; Codex gli mette a disposizione file, comandi e altri strumenti, entro i limiti stabiliti dai permessi.

Il nome può indicare diverse superfici dello stesso prodotto: Codex si può usare dal terminale, in un’estensione per l’editor, nell’applicazione desktop e in ambienti cloud. Qui ci occupiamo della Codex CLI, cioè l’interfaccia a riga di comando che si avvia scrivendo codex nel terminale.

È utile distinguere anche il prodotto dal modello. Codex non è necessariamente un unico modello immutabile: i modelli disponibili e quelli predefiniti possono cambiare. La parte che ci interessa in questa guida è l’impalcatura che permette all’IA di lavorare sul progetto e usare strumenti.

Che cosa può fare dal terminale

Dentro una cartella, Codex può combinare più azioni:

  • cercare file, parole e collegamenti tra parti del progetto;
  • creare, modificare, rinominare e organizzare file;
  • scrivere i diversi componenti di un programma;
  • eseguire strumenti già installati sul computer;
  • avviare controlli, test e procedure di compilazione;
  • leggere errori e risultati, poi correggere il lavoro;
  • confrontare le modifiche con ciò che c’era prima;
  • usare strumenti esterni resi disponibili tramite MCP o plugin.

Per esempio, puoi scrivere:

In questa cartella ci sono un CSV con le spese e un modello HTML. Crea una pagina locale che raggruppi le spese per categoria. Non modificare il CSV. Alla fine avvia la pagina, controlla che i totali coincidano e spiegami quali file hai creato.

La richiesta non prescrive un linguaggio di programmazione. Descrive invece il risultato, i materiali, un limite e un controllo. Codex può decidere come arrivarci, ma sa anche come riconoscere se il lavoro è finito.

ChatGPT e Codex non fanno lo stesso mestiere

Entrambi comprendono il linguaggio naturale, ma il centro del lavoro è diverso.

ChatGPT in una conversazioneCodex nel terminale
Risponde usando il contesto della chatLavora nel contesto di una cartella
Produce soprattutto testo nella conversazionePuò creare e modificare i file del progetto
Può suggerire un comandoPuò eseguirlo entro sandbox e permessi
Vede ciò che alleghi o colleghiPuò cercare direttamente tra i file accessibili
Ti spiega come controllarePuò eseguire controlli e leggerne il risultato

La separazione non è assoluta: le superfici di OpenAI si stanno avvicinando e alcune capacità compaiono in più ambienti. Per orientarti, guarda il luogo in cui avviene il lavoro. Se il centro è una conversazione, stai usando soprattutto una chat. Se il centro è un progetto con file e strumenti, stai usando un agente.

Come lavora Codex, passo dopo passo

1. Parte dalla cartella corrente

Quando esegui codex, la cartella in cui si trova il terminale diventa il contesto principale della sessione. Codex può esaminarne la struttura e capire quali file sono pertinenti alla richiesta.

Questo è il primo confine di sicurezza e il primo pezzo di contesto. Avviare Codex nella cartella giusta conta più di scrivere una richiesta molto lunga nella cartella sbagliata.

2. Raccoglie le istruzioni

Codex legge la tua richiesta e può ricevere indicazioni durevoli da file come AGENTS.md. Queste istruzioni possono spiegare com’è organizzato il progetto, quali comandi usare, quali regole rispettare e come verificare il lavoro.

Per la prima prova non serve preparare niente di tutto questo. È però utile sapere che una sessione non dipende soltanto dall’ultima frase che hai scritto.

3. Esplora e prepara un percorso

L’agente cerca i file necessari, mette in relazione le informazioni e decide una sequenza di azioni. Per un compito complesso puoi chiedergli esplicitamente di preparare prima un piano, oppure usare la modalità di pianificazione disponibile nell’interfaccia.

Pianificare non garantisce che ogni scelta sia corretta. Rende però visibili le assunzioni prima che si trasformino in modifiche.

4. Agisce con gli strumenti consentiti

Codex può modificare file ed eseguire comandi se la sandbox e la politica delle approvazioni lo permettono. Le due cose non sono sinonimi: la sandbox stabilisce il confine tecnico; le approvazioni stabiliscono quando l’agente deve fermarsi e chiederti il permesso.

5. Verifica e riferisce

Dopo una modifica può rileggere i file, avviare test, controllare una pagina o esaminare le differenze. Una buona sessione non termina con “ho scritto il codice”, ma con una prova concreta che il risultato soddisfi i criteri decisi all’inizio.

Prima di installarlo: come si accede

Codex supporta due modalità principali di autenticazione per il lavoro locale.

Accesso con ChatGPTAccesso con chiave API
Usa l’account e il piano ChatGPT compatibileUsa un account OpenAI Platform
Il consumo segue limiti e crediti del pianoIl consumo viene fatturato in base all’uso API
Può includere funzioni collegate al workspace ChatGPTAlcune funzioni cloud o di workspace possono non essere disponibili
È la scelta più semplice per l’uso personale interattivoÈ adatto anche ad automazioni e ambienti controllati

Piani, limiti, modelli e prezzi cambiano più rapidamente dei concetti spiegati in questo articolo. Controlla sempre la pagina ufficiale dei piani e dei limiti prima di scegliere.

Come installare Codex CLI

La CLI ufficiale si può installare tramite npm. Questo comando richiede che Node.js e npm siano già presenti sul computer:

npm install --global @openai/codex

Controlla poi che il comando sia disponibile:

codex --version

Per collegare il tuo account esegui:

codex login

Si aprirà il flusso di accesso nel browser. Codex supporta anche l’accesso con chiave API, ma una chiave non va incollata nella conversazione né scritta in un file che potrebbe essere pubblicato. Dedicheremo all’installazione su macOS, Windows e Linux una guida separata, perché prerequisiti e procedure cambiano.

La prima prova: guardare senza modificare

Crea una cartella vuota e spostati al suo interno:

mkdir prova-codex
cd prova-codex

Avvia Codex specificando la modalità di sola lettura:

codex --sandbox read-only --ask-for-approval on-request

Poi scrivi:

Dimmi in quale cartella stai lavorando e che cosa contiene. Non creare, modificare o cancellare file. Spiegami inoltre quali limiti ti impediscono di farlo in questa sessione.

L’obiettivo non è produrre qualcosa. È osservare il perimetro: posizione, contenuto della cartella e permessi attivi. Puoi usare /status per controllare lo stato della sessione e /permissions per vedere o modificare il livello di accesso.

La seconda prova: creare un file in una cartella vuota

Quando hai verificato di essere in prova-codex, puoi chiudere la sessione e riavviarla con accesso in scrittura limitato alla cartella di lavoro:

codex --sandbox workspace-write --ask-for-approval on-request

Scrivi:

Crea soltanto il file indice.md. Inserisci il titolo “Prova Codex” e una lista vuota con tre voci. Non creare altri file e non usare la rete. Alla fine rileggi il file e dimmi il suo percorso completo.

Apri indice.md con il tuo editor o con l’interfaccia grafica del computer. Controlla titolo, lista e posizione. Poi chiedi a Codex:

Verifica che in questa cartella sia stato creato soltanto indice.md e spiegami come eliminare manualmente il file. Non eliminarlo tu.

Nel preset workspace-write, Codex può modificare automaticamente ciò che sta dentro lo spazio di lavoro. Non aspettarti quindi una domanda prima di ogni singola scrittura. Il confine della sandbox, la scelta di una cartella vuota e la copia dei materiali sono parte della sicurezza.

Sandbox e approvazioni: le due serrature

Immagina una stanza con una porta e un portiere. La sandbox costruisce le pareti della stanza: stabilisce quali file e risorse sono raggiungibili. La politica delle approvazioni istruisce il portiere: stabilisce in quali casi deve fermare l’azione e chiederti una decisione.

Modalità sandboxChe cosa consente
read-onlyLeggere il contesto senza modificare i file
workspace-writeLeggere e scrivere nello spazio di lavoro
danger-full-accessOperare senza i limiti della sandbox

La configurazione automatica documentata da OpenAI usa normalmente workspace-write con approvazioni su richiesta nelle cartelle considerate affidabili. In questo assetto Codex può lavorare dentro la cartella, ma deve chiedere quando vuole oltrepassare il perimetro o accedere alla rete.

Esiste anche l’opzione --dangerously-bypass-approvals-and-sandbox, abbreviata in --yolo. Rimuove sia sandbox sia approvazioni. Il nome è già un avvertimento: non serve per imparare e non va usata sul proprio computer come scorciatoia per evitare le domande.

Come scrivere una richiesta che Codex possa verificare

La documentazione OpenAI propone quattro ingredienti utili. Non formano una formula magica: servono a ridurre le assunzioni.

IngredienteDomanda a cui risponde
ObiettivoChe cosa deve cambiare o essere costruito?
ContestoQuali file, esempi o errori contano?
VincoliChe cosa non deve fare e quali regole deve rispettare?
Finito quandoQuale controllo dimostra che il lavoro è concluso?

Una richiesta debole dice:

Sistemami questi file.

Una richiesta controllabile dice:

Leggi i file Markdown nella cartella appunti. Crea in uscita un indice per argomento senza modificare gli originali. Mantieni separati fatti e commenti. Il lavoro è finito quando ogni file di partenza compare una volta nell’indice e mi mostri il conteggio prima e dopo.

La seconda richiesta aiuta Codex, ma soprattutto aiuta te: prima di delegare hai deciso che cosa conta come risultato corretto.

Può usare altri programmi e servizi esterni?

Sì, attraverso due porte differenti.

La prima è il terminale. Codex può eseguire programmi disponibili come comandi: strumenti per elaborare file, avviare un sito, controllare dati, lavorare con Git o eseguire test. Il programma deve essere installato e la sandbox deve consentirne l’uso.

La seconda porta è MCP, uno standard che collega Codex a strumenti e contesto esterni. Un server MCP può esporre documentazione, un browser, Figma o altri servizi. Codex CLI supporta server locali e remoti e condivide la relativa configurazione con le altre superfici locali di Codex.

MCP non equivale ad accesso illimitato. Il server deve essere configurato e autenticato; inoltre può esporre soltanto alcuni strumenti, con regole di approvazione diverse per letture e scritture. All’inizio collega un solo servizio quando elimina un passaggio manuale reale, non dieci servizi perché potrebbero tornare utili.

Che cosa può fare per chi non programma

Codex nasce come agente per lo sviluppo software, ma molte attività quotidiane sono comunque trasformazioni verificabili di file:

  • costruire una piccola pagina locale a partire da un foglio CSV;
  • uniformare una raccolta di documenti senza toccare gli originali;
  • creare uno script per rinominare copie di fotografie;
  • confrontare due esportazioni di dati e produrre un rapporto;
  • trasformare una procedura ripetuta in un piccolo strumento;
  • controllare un sito locale e segnalare collegamenti o contenuti mancanti.

Non devi conoscere in anticipo il linguaggio che Codex userà. Devi però sapere dove sono i materiali, quali non può toccare e come controllerai il risultato.

I limiti da ricordare

  1. Può lavorare bene sul problema sbagliato. Se la richiesta o la cartella sono sbagliate, un’esecuzione impeccabile non salva il risultato.
  2. Può modificare file senza chiedere ogni volta. Dentro una sandbox con scrittura, l’autonomia è intenzionale. Usa copie o versionamento.
  3. Un test superato non prova tutto. Il test potrebbe essere incompleto o verificare una regola diversa da quella importante per te.
  4. La rete aggiunge un altro confine. Dati esterni e pagine web possono essere obsoleti o contenere istruzioni ostili; l’accesso non è attivo per forza e non va concesso senza motivo.
  5. L’uso ha limiti o costi. Dipendono dal piano, dall’autenticazione e dal modello disponibili in quel momento.

Per lavori importanti, conserva una copia, usa Git quando sai farlo, chiedi una revisione delle differenze e controlla direttamente il risultato finale.

Domande frequenti

Codex capisce l’italiano?

Sì. Puoi descrivere obiettivi, vincoli e correzioni in italiano. Comandi, nomi di configurazione e messaggi prodotti dagli strumenti rimangono spesso in inglese.

Devo saper programmare?

Non per la prima prova e per molte trasformazioni di file. Serve però conoscere cartelle, percorsi, permessi e criteri di verifica. Sono proprio le basi costruite nei primi capitoli di questo corso.

Codex è gratuito?

La documentazione attuale prevede accesso e limiti differenti in base al piano ChatGPT, oltre all’uso con chiave API a consumo. Le condizioni cambiano: prima di installarlo consulta la pagina ufficiale dei prezzi.

Funziona su Mac, Windows e Linux?

Codex dispone di strumenti e procedure per i principali sistemi operativi, ma installazione e sandbox non sono identiche. La guida dedicata all’installazione terrà separate le istruzioni per evitare comandi ambigui.

Codex e Claude Code sono la stessa cosa?

No. Sono agenti prodotti rispettivamente da OpenAI e Anthropic. Condividono il principio di lavorare con file e strumenti, ma differiscono per interfacce, configurazione e gestione dei permessi. Puoi iniziare da Claude Code: cos’è, come funziona e cosa può fare.

Posso lasciarlo lavorare senza controllarlo?

Puoi aumentare l’autonomia, ma il punto non è eliminare il controllo. È spostarlo nel posto giusto: confini prima dell’esecuzione, verifiche durante il lavoro e responsabilità umana sul risultato.

Da dove continuare

Se i comandi mkdir e cd sono nuovi, leggi prima Iniziamo a usare il terminale. Per capire perché un agente può agire e non soltanto rispondere, continua con Dall’IA generativa all’IA agentica.

Puoi anche iscriverti agli aggiornamenti per ricevere la guida completa all’installazione e il confronto operativo tra Codex e Claude Code.

Fonti ufficiali