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Volume 1Usare l'IA da terminale
  1. Ricette per AI
  2. Claude Code: cos'è, come funziona e cosa può fare

Gianclaudio Spena ·

Claude Code: cos'è, come funziona e cosa può fare

Claude Code è un programma che permette a un’intelligenza artificiale di leggere e scrivere file, eseguire comandi e usare altri strumenti. Può quindi correggere un documento, ma anche creare i molti file che compongono un intero programma, avviarlo e controllare se funziona. Si usa dal terminale e gli si parla in italiano, come in una chat. La differenza è che non si limita a suggerire cosa fare: con il tuo permesso può farlo davvero.

Anthropic lo presenta come uno strumento per programmare. È nato per lavorare sul codice, ma il meccanismo che lo rende utile non riguarda soltanto i programmatori. Una cartella può contenere un sito, ma anche appunti, documenti di testo, tabelle, fotografie o i materiali di un progetto. Claude Code lavora su quello che trova lì dentro.

Questo non significa che possa fare tutto, né che sia prudente lasciargli fare qualunque cosa. Significa che la conversazione con l’IA si sposta dalla finestra di una chat al luogo in cui stanno davvero le cose su cui vuoi lavorare.

Claude Code: definizione in parole semplici

Claude Code è un agente IA. Un agente è un’intelligenza artificiale alla quale sono stati dati degli strumenti: può leggere una cartella, aprire un file, scriverne uno nuovo, cercare una parola, avviare un programma e controllare il risultato.

Il modello linguistico resta il pezzo che interpreta la richiesta e decide il passo successivo. Claude Code è l’impalcatura che gli permette di agire sul computer.

Quando scrivi:

Leggi questi appunti, raggruppali per argomento e prepara un indice in un nuovo file. Non modificare gli originali.

Claude Code può compiere una sequenza di azioni:

  1. guarda quali file ci sono nella cartella;
  2. apre quelli che servono;
  3. propone o sceglie una struttura;
  4. crea il nuovo documento;
  5. rilegge il risultato e ti dice dove lo ha salvato.

In una chat normale riceveresti il testo della risposta e dovresti copiarlo nel posto giusto. Qui il posto giusto fa parte della richiesta.

Perché non è soltanto una chat nel terminale

Il terminale è l’interfaccia, non la caratteristica più importante. Il punto è il rapporto con i file e con gli strumenti del computer.

Una chatClaude Code
Conosce ciò che incolli o alleghiPuò leggere i file nella cartella di lavoro
Produce principalmente una rispostaPuò creare e modificare tutti i file di un progetto
Ti suggerisce un comandoPuò usare i programmi disponibili dal terminale
Lavora con le integrazioni previste dalla piattaformaPuò collegarsi ad altri servizi tramite MCP
Non vede automaticamente il risultato realePuò controllare l’output e correggere il lavoro
La conversazione è il centroIl progetto e i suoi file sono il centro

Questa differenza spiega la parola agentico. Il lavoro non finisce dopo una risposta. Claude può guardare, decidere, agire, leggere com’è andata e correggere. È lo stesso ciclo spiegato nel capitolo dedicato al passaggio dall’IA generativa all’IA agentica.

Può davvero creare un intero programma?

Sì. Un programma raramente è un solo file: può comprendere pagine, fogli di stile, configurazioni, dati, test e istruzioni per l’avvio. Claude Code può creare e coordinare questi elementi dentro una cartella di progetto.

Per esempio, alla richiesta:

Costruisci una piccola applicazione locale per cercare nei miei appunti. Prima mostrami il piano. Poi crea i file, avvia l’applicazione, verifica le funzioni principali e spiegami come riaprirla domani.

può procedere così:

  1. esamina la cartella e le istruzioni già presenti;
  2. propone la struttura del programma;
  3. scrive i file necessari, non soltanto un frammento di codice in chat;
  4. usa gli strumenti di sviluppo installati per avviarlo;
  5. esegue controlli o test;
  6. legge gli errori e modifica i file fino a ottenere un risultato verificato.

Questo non significa che ogni programma prodotto sia corretto, sicuro o pronto per essere pubblicato. Significa che Claude Code può seguire l’intero ciclo di lavoro sul progetto. Per un prototipo personale può bastare il tuo controllo; per software che gestisce pagamenti, dati sensibili o utenti reali servono revisioni e verifiche adeguate al rischio.

Può usare altri programmi presenti sul computer

Claude Code può lanciare gli strumenti accessibili dal terminale. Può, per esempio, usare Git per confrontare versioni, un convertitore per produrre un PDF, un programma per elaborare immagini oppure il comando che avvia e testa un sito. In questo caso non sta simulando quei programmi: li esegue e ne legge il risultato.

Non controlla però automaticamente qualsiasi applicazione con finestre e pulsanti. Il programma deve offrire un comando, un’API o un’integrazione che Claude possa usare.

MCP: la presa per collegare servizi esterni

MCP, Model Context Protocol, è uno standard aperto con cui Claude Code può ricevere nuovi strumenti e collegarsi a fonti esterne. Puoi immaginarlo come una presa comune: da una parte c’è Claude Code, dall’altra un piccolo server che espone azioni e dati di un servizio.

Con il collegamento adatto, Claude Code può per esempio:

  • leggere un’attività in un sistema di ticket e usarla come specifica;
  • consultare un repository, creare una modifica e preparare una pull request;
  • interrogare un database con gli strumenti e i limiti configurati;
  • leggere dati da un servizio aziendale o inviare un contenuto attraverso la sua API.

MCP non dà accesso universale. Il server deve essere aggiunto e, quando richiesto, autenticato. Inoltre espone soltanto gli strumenti previsti dalla sua configurazione: un collegamento in sola lettura non può diventare da solo un permesso di scrittura. Anche le chiamate agli strumenti MCP rientrano nel sistema dei permessi di Claude Code.

Questa distinzione è importante: Claude Code può scrivere i file del programma, può usare i programmi disponibili dal terminale e può chiamare servizi esterni tramite MCP. Sono tre porte diverse, con rischi e controlli diversi.

Come funziona, passo dopo passo

1. Lo avvii dentro una cartella

Claude Code parte dalla posizione in cui lo lanci. Se apri il terminale nella cartella progetto-clienti, quella diventa il suo spazio di lavoro principale.

Non è un dettaglio. La cartella stabilisce quali materiali appartengono al progetto e riduce il rischio di coinvolgere file che non c’entrano. Se il concetto di percorso non ti è familiare, il primo capitolo spiega come indicare con precisione un file, mentre il secondo capitolo mostra come muoversi nel terminale.

2. Legge soltanto ciò che gli serve

Claude Code può elencare i file, cercare parole e aprire i documenti utili alla richiesta. In modalità normale, le operazioni di sola lettura non richiedono generalmente una conferma per ogni file.

Questo non vuol dire che legga tutto in anticipo. Cerca il contesto necessario mentre lavora, come faresti tu aprendo prima l’indice e poi i documenti pertinenti.

3. Decide quali strumenti usare

Se deve confrontare cinque testi, può leggerli direttamente. Se deve ordinare migliaia di righe, può scrivere un piccolo programma, eseguirlo e controllare il file ottenuto. Se un server MCP mette a disposizione uno strumento pertinente, può usarlo per leggere o agire sul servizio collegato. Tu descrivi il risultato; Claude decide i passaggi tecnici tra file, comandi e integrazioni disponibili.

È uno dei motivi per cui non serve conoscere il linguaggio usato dietro le quinte. Serve però sapere che cosa vuoi ottenere e come riconoscere un risultato sbagliato.

4. Chiede il permesso prima delle azioni sensibili

Nella modalità predefinita, leggere è diverso da scrivere. Quando Claude vuole modificare un file o eseguire un comando, mostra l’azione e attende una decisione. Puoi accettarla, rifiutarla o correggere la richiesta.

Quella domanda non è un fastidio da eliminare. È il punto in cui puoi ancora fermare un’azione prima che avvenga.

5. Controlla il risultato

Dopo l’azione, Claude può rileggere un file, confrontare le differenze o eseguire una verifica. Questo rende possibile un ciclo di lavoro, non soltanto una generazione di testo.

La verifica automatica aiuta, ma non sostituisce il tuo giudizio. Se il risultato riguarda numeri, decisioni o informazioni pubblicate, il controllo finale resta umano.

Il portiere: la coda di sicurezza

Quando Claude Code mette una richiesta in attesa della tua approvazione, puoi immaginare un portiere che trattiene l’azione sulla soglia. Da una parte c’è ciò che l’IA vorrebbe fare; dall’altra ci sono i tuoi file reali.

La richiesta di permesso è una coda di sicurezza: l’azione aspetta finché non hai letto dove vuole intervenire e con quale comando. Il portiere non decide al posto tuo. Ti consegna il tempo necessario per decidere.

Claude Code offre anche una modalità di pianificazione che permette di esplorare e ragionare senza modificare i file. Si avvia così:

claude --permission-mode plan

È un buon punto di partenza quando la cartella è nuova, il lavoro è importante o non sai ancora quali file saranno coinvolti.

Cosa può fare per chi non programma

Il nome contiene la parola Code, ma molti lavori quotidiani hanno la stessa struttura di un progetto software: file in ingresso, regole, trasformazioni e un risultato da controllare.

Organizzare file

Può leggere i nomi presenti in una cartella, proporre una convenzione, segnalare doppioni e preparare un piano di rinomina. Prima di applicarlo, puoi chiedere una tabella con il nome attuale e quello futuro.

Trasformare documenti di testo

Può raccogliere appunti sparsi, uniformare intestazioni, costruire un indice o separare un documento lungo in più file. La richiesta può includere regole precise su ciò che non deve essere cambiato.

Analizzare tabelle e dati esportati

Un file CSV può essere contato, filtrato, riordinato e controllato. Claude può scrivere lo strumento necessario, eseguirlo e produrre sia il risultato sia un resoconto delle verifiche effettuate.

Confrontare materiali

Può cercare differenze tra versioni, estrarre elementi ricorrenti e tenere separati fatti, interpretazioni e dubbi. Per le informazioni esterne serve comunque conservare le fonti e la data della consultazione.

Costruire un piccolo attrezzo

Se una procedura torna ogni settimana, Claude può trasformarla in uno script o in uno strumento riutilizzabile. Il passaggio dal risultato singolo all’attrezzo è il tema dell’ultimo capitolo del libro.

Cosa non vede e cosa non garantisce

Claude Code non riceve automaticamente accesso indistinto a tutto il computer. Il punto di partenza è la cartella in cui viene avviato; altre cartelle devono essere aggiunte esplicitamente. I permessi possono inoltre consentire, chiedere o vietare strumenti e percorsi specifici.

Ci sono però quattro limiti da ricordare:

  1. Può capire male la richiesta. Una frase ambigua resta ambigua anche se l’esecuzione è tecnicamente perfetta.
  2. Può produrre un risultato plausibile ma sbagliato. Vale soprattutto per conteggi, classificazioni e informazioni non presenti nei file.
  3. Può usare lo strumento giusto nel posto sbagliato. Per questo il percorso mostrato nelle richieste di permesso va letto.
  4. Non conosce il costo reale dell’errore. Sa che un comando cancella un file; non sa quanto vale quel file per te.

Prima di affidargli materiali importanti, lavora su una copia, restringi la cartella e stabilisci come controllare il risultato.

Una prima prova senza rischi inutili

Crea una cartella vuota chiamata prova-claude, entra nella cartella dal terminale e avvia Claude in modalità di pianificazione:

mkdir prova-claude
cd prova-claude
claude --permission-mode plan

Poi scrivi:

Spiegami cosa vedi in questa cartella. Non creare, modificare o cancellare nulla. Se è vuota, dimmelo e indicami quale sarebbe il prossimo passo.

Lo scopo non è ottenere qualcosa di utile. È osservare tre cose: la cartella in cui Claude sta lavorando, gli strumenti che usa per guardare e il fatto che non possa modificare nulla in modalità di pianificazione.

Quando questo passaggio è chiaro, crea con il tuo editor un file appunti.txt con poche righe, riavvia Claude nella modalità normale e chiedi:

Leggi appunti.txt. Prima mostrami il piano. Poi prepara un nuovo file riepilogo.md con un titolo e un elenco dei punti principali. Non modificare appunti.txt e non intervenire su altri file.

Leggi la richiesta di permesso prima di approvarla. Alla fine devono esistere due file: l’originale intatto e il riepilogo. Se qualcosa non torna, il lavoro è piccolo abbastanza da poter capire dove.

Serve saper programmare?

Non per cominciare con lavori come organizzare file, trasformare testi o analizzare una tabella. Claude può occuparsi della parte di programmazione necessaria.

Devi però imparare alcune nozioni che vengono prima del codice:

  • distinguere un file da un programma;
  • sapere in quale cartella stai lavorando;
  • leggere un percorso;
  • riconoscere una modifica reversibile;
  • definire come controllerai il risultato.

Sono competenze più piccole della programmazione, ma non sono facoltative. Il corso gratuito Usare l’IA da terminale parte esattamente da qui.

Claude Code è gratuito?

L’accesso dipende dal piano e dal metodo di autenticazione. La documentazione ufficiale indica che la maggior parte delle modalità richiede un abbonamento Claude compatibile oppure un account Anthropic Console con fatturazione a consumo.

Piani, limiti e prezzi cambiano. Prima di installarlo, controlla la pagina ufficiale Scegli un piano Claude.

Domande frequenti

Funziona in italiano?

Sì. Puoi scrivere richieste e istruzioni in italiano. Nei nomi dei comandi, dei file di configurazione e nei messaggi prodotti dagli strumenti incontrerai comunque termini inglesi.

Funziona su Mac e Windows?

Sì. La documentazione ufficiale prevede installazioni per macOS, Windows e le principali distribuzioni Linux. Le procedure cambiano, quindi saranno trattate in una guida separata e mantenuta aggiornata.

Può cancellare i miei file?

Tecnicamente può eseguire operazioni sui file se gli vengono concesse. Nella modalità predefinita le modifiche e i comandi richiedono conferme, ma la protezione funziona soltanto se leggi ciò che approvi. Per le prime prove usa copie e cartelle dedicate.

È uguale a ChatGPT o Claude nel browser?

No. I modelli possono avere capacità simili, ma cambia l’impalcatura. Claude Code è progettato per lavorare con file e strumenti, mantenendo una sessione legata a un progetto.

Claude Code e OpenAI Codex sono la stessa cosa?

No. Sono due prodotti diversi, costruiti rispettivamente da Anthropic e OpenAI. Condividono l’idea di un agente capace di lavorare sui file e usare strumenti, ma hanno interfacce, permessi e modalità operative differenti. Per conoscere il secondo, leggi OpenAI Codex: cos’è e come usarlo dal terminale.

Da dove continuare

Se il terminale è ancora una finestra poco familiare, continua con Iniziamo a usare il terminale. Se invece vuoi vedere il ciclo completo di un agente, leggi Dall’IA generativa all’IA agentica.

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Fonti ufficiali